Eventi / Rassegne / Materiale non conforme

Narramondo Produzioni
La tana della iena

18 maggio 2012 - Teatro Portland, via Papiria 8, Trento.

Dall’omonimo romanzo di Hassan Itab, con Carlo Orlando

linea



linea

E’ Hassan che ci parla dal carcere romano in cui è rinchiuso. Lo seguiamo in un viaggio a ritroso nel tempo, un viaggio che parte da quella bomba lanciata in via Bissolati che gli è costata diciott’anni di prigione, passa per la scuola militare, iniziata a nove anni, e si spinge indietro fino all’infanzia trascorsa nel campo profughi di Sabra e Chatila, dove nel 1982, grazie alla copertura dell’esercito israeliano, i falangisti uccisero sua madre e i suoi fratelli, insieme a migliaia di altri palestinesi.

Il testo e l’autore: nato nel campo profughi di Chatila da una famiglia di Gerusalemme costretta a fuggire dal 1948, nella strage del 1982 perde sua madre, sua sorella e due suoi fratelli, Fadi quattordicenne e Ahmed di appena un anno e mezzo. Così, a nove anni è pronto entrare nella scuola militare e diventare Figlio del Leone. Poco dopo, suo padre muore in un'imboscata. Nell'Europa dei grandi, ci arriva quindicenne, non conoscendo né lingua né luoghi, ma è pronto per compiere un attentato ad un ufficio delle linee aeree britanniche a Roma, in via Bissolati. Subito dopo viene arrestato e detenuto prima a Casal di Marmo, poi nel carcere minorile a Rebibbia. Qui incontra altre storie, altri ragazzi che si trovano lì ma per motivi diversi dai suoi, con una cultura e una religione differenti. In carcere impara e leggere e a comincia a scrivere, per raccontare la sua storia.

Il Narratore dice: Il mondo in cui viviamo non soltanto è rigidamente diviso in buoni (noi) e cattivi (gli altri), ma inibisce, impedisce, qualsiasi narrazione che si discosti da questa suddivisione. Dare voce all’altro vuol dire allora provare ad uscire da questa gabbia. Raccontare La tana della iena rappresenta una doppia sfida. Una sfida per il narratore, che deve vincere il disagio di raccontare una storia scomoda, la storia di un terrorista. Una sfida per l’ascoltatore-spettatore, che viene messo, grazie alla narrazione secca e mai compiaciuta, davanti ad una storia che lo porta a mettere da parte i suoi pregiudizi.

Carlo Orlando, Nato a Novi Ligure (AL) il 17/11/1978, è tra i soci fondatori narramondo. Frequenta la scuola di recitazione dello Stabile di Genova. Lavora con diversi teatri: Teatro Stabile di Genova, Teatro Stabile di Bolzano, e con diversi registi tra cui Valerio Binasco (Il Gabbiano, 2002), Fausto Paravidino (Natura morta in un fosso, 2003), Giampiero Rappa (Gabriele, dal 2002), Filippo Dini (Take me away e Riccardo III in cui è attore e assistente alla regia). Per La radio Messaggi di Fausto Paravidino. Per il cinema con Cristina Comencini in Carlo Giuliani Ragazzo, ha scritto e interpretato, insieme a Fausto Paravidino e Iris Fusetti Texas, regia di F. Paravidino Fandango 2005, presentato nella sezione Orizzonti alla 62° edizione della mostra del cinema di Venezia. Come autore teatrale debutta allo stabile di Genova con Di eroi, di spie e altri fantasmi (stagione 05/06). Con Narramondo è anche Quattro ore a Chatila di J. Genet e alla sua prima regia in Cry baby di Giulio Salierno con Eva Cambiale segnalato al premio tuttoteatro.com D. Cappelletti 05.

Narramondo è un’associazione di persone che hanno deciso di portare in teatro le ferite del tempo presente. E’ nata nel luglio del 2001 a Genova. Da allora ha seguito percorsi di ricerca in varie direzioni con il fine di portare al pubblico, - in teatro e altrove - la voce “irricevibile” di popoli oppressi, sotto occupazione, di gente “fuori margine” e della loro bellezza. Raccontiamo in quadro tragico - così distante dal nostro melodramma - le resistenze irachena, palestinese, in breve dei popoli in lotta, la resistenza partigiana - la nostra genesi dimenticata - al nazifascismo. Dimoriamo nella tragedia contemporanea e lo facciamo essendo per metà dei turisti dell’orrore e per metà testimoni del dolore e della lotta. Della lotta va ripetuto! Amiamo chi resiste e combatte. Nonostante la vita rubata, il dolore e le piaghe, i resistenti sfoderano un’allegra insolenza che sfida i sistemi, gli uomini responsabili della miseria.
Nicola Pannelli Direttore Artistico

www.narramondo.it